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La Pasqua a Positano, tra riti e sapori

aprile 3, 2019

La Pasqua in Costiera Amalfitana è sempre stata vissuta come una liberazione dell’anima, una festa per lo spirito e per il corpo, dopo le rinunce della quaresima. Alcuni riti vantano un’origine che si perde nella notte dei tempi, ma la devozione dei locali si rinnova ogni anno.

Trascorrere le vacanze di Pasqua a Positano, per credenti o meno, rappresenta una rara occasione per vivere da vicino tradizioni tanto radicate nel territorio quanto universali. Durante la Settimana Santa, tra processioni e canti, si possono assaporare anche autentiche delizie per il palato. Un elemento da non sottovalutare!

 

I riti pasquali sulla Costiera Amalfitana

Moltissime le tradizioni religiose e le usanze legate alla Settimana Santa in Costiera Amalfitana: ogni borgo custodisce gelosamente le proprie, partecipandovi ogni anno con la stessa devozione.
In tutta la regione, nelle chiese si allestiscono gli altari della reposizione dalla croce – i Sepolcri – aperti ai fedeli al termine della messa del Giovedì Santo. Gli allestimenti di Minori sono tra i più suggestivi: seguendo la tradizione dei “tappeti di segatura”, sul pavimento della Basilica di Santa Trofimena si materializzano veri capolavori in segatura variopinta.

Comune ai tutti i centri della Costiera Amalfitana è l’antico rito dei battenti, uomini incappucciati e vestiti con tuniche bianche, che in processione si percuotevano (battendosi) in segno di penitenza. La tradizione, che solitamente accompagna la Via Crucis, si delinea con proprie particolarità in ogni paese.

A Positano il rito del Venerdì Santo si chiama schiodazione: il Cristo deposto dalla croce viene portato in processione per la cittadina, dalla chiesa di Santa Maria Assunta attraverso i vicoli illuminati da fiaccole. Ad Atrani, invece, il Giovedì Santo i battenti sfilano in una toccante processione che, scortata unicamente da fiaccole, raggiunge Amalfi.

La domenica di Pasqua ogni comunità della Costiera Amalfitana ricorda la resurrezione con celebrazioni e canti, prima di riunirsi a tavola con famiglie e amici per un luculliano pranzo.

 

Le prelibatezze delle feste

Pasqua è forse la festa che celebra maggiormente i piaceri del palato, provato dai fioretti fatti in tempo di quaresima. Conclusi i 40 giorni di rinunce, in cui carne e dolci si dovrebbe limitare fortemente secondo la dottrina cristiana, le tavole di Pasqua si imbandiscono di nuovo.

Tra le delizie immancabili si contano insaccati locali, verdure di stagione cucinate in vari modi (cicoria, fave, broccoli), torte salate e primi piatti sostanziosi. La pasta al forno si arricchisce di uova, salame e mozzarella, i maccheroni si vestono di ragù di manzo o capretto. Il tortano e il casatiello la fanno da padrone tra i rustici salati in tavola, costituendo quasi dei piatti unici dai succulenti ingredienti.

A concludere i banchetti pasquali in Costiera Amalfitana si gustano il casatiello dolce, un tripudio di zucchero, e la profumatissima pastiera, con tutto l’aroma dei nostri agrumi. Senza dimenticare i liquori campani e il limoncello, il miglior digestivo per ogni pranzo di festa.