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Alla scoperta della Chiesa di Santa Maria Assunta, emblema di Positano

ottobre 1, 2019

Se si chiedesse ai positanesi qual è il simbolo del borgo verticale sulla Costiera Amalfitana, non avrebbero dubbi. La Chiesa di Santa Maria Assunta, con l’iconica cupola multicolore, è protagonista indiscussa di cartoline, foto ricordo e tele di artisti locali.

La maestosa cupola in maiolica, intarsiata con tessere gialle, verdi e blu, costituisce un mosaico mozzafiato. Lo stesso che puoi ammirare dalla tua camera all’Hotel Palazzo Murat, immerso nel centro storico di Positano.

Visita insieme a noi la chiesa simbolo della città e scopri cosa la rende così speciale.

 

Storia e leggende

 

La storia della Chiesa di Santa Maria Assunta si intreccia a quella del monastero benedettino di Santa Maria, la cui fondazione è avvolta nel mistero, tra fonti incerte e leggende popolari.

Secondo una tradizione non documentata il monastero benedettino sarebbe stato eretto in occasione dell’arrivo a Positano dell’icona bizantina della Madonna Nera, ancor oggi venerata nella nostra chiesa. Più verosimilmente, invece, l’abbazia fu fondata nella seconda metà del X secolo e dedicata a San Vito, martire protettore della popolazione positanese.

Fino al 1777, il monastero e la chiesa vennero affidati ad abati commendatari responsabili del loro progressivo impoverimento e stato di abbandono. Dopo una ristrutturazione di 5 anni, nel 1783 l’arcivescovo Mons. Antonio Puoti consacrò la chiesa tornata ad antico splendore e incoronò l’icona della Madonna con un diadema in oro.  L’icona bizantina è probabilmente giunta a Positano nel XII secolo grazie ai monaci benedettini, i quali, a bordo delle loro navi, percorrevano le rotte commerciali lungo le coste dell’Italia meridionale. Tuttavia, la tradizione popolare preferisce dare un carattere prodigioso alla comparsa dell’icona nella nostra città, basandosi su una leggenda che puoi leggere nel nostro articolo dedicato.

 

Il cuore della chiesa

 

In origine la Chiesa di Santa Maria Assunta presentava una sola navata, ma dopo i lavori conclusi nel 1782 venne divisa in tre navate con cinque archi e alcune cappelle laterali.  A veglia dell’altare maggiore noterai subito l’immagine della Madonna, mentre ai lati dell’abside si erge un maestoso coro in legno di noce. Due nicchie con riproduzioni dell’Addolorata e del Cristo completano un armonico quadro d’arte sacra.

Degna di nota è la cappella di Santo Stefano con la statua lignea settecentesca della Madonna con Bambino al suo interno.  Altre opere su cui ti consigliamo di soffermarti sono l’altare della Circoncisione, opera di Fabrizio Santafede del 1599, e il busto reliquiario del santo patrono, San Vito.

Uscendo sul sagrato, a pochi passi dalla chiesa vedrai il campanile, riedificato nel 1707 ad opera di uno ignoto frate cappuccino. La porta del campanile è adornata da un bassorilievo di epoca medioevale raffigurante un mostro marino, una volpe e un pesce di manifattura campana.

I materiali di pregio, l’atmosfera intrisa di fede e leggenda, il romantico profilo della cupola spingono molte coppie a coronare il loro sogno d’amore proprio qui, sposandosi nella Chiesa di Santa Maria Assunta.